Per il terzo figlio 190 euro mensili (invece di 170)
Per il quarto e per i successivi, 215 euro mensili a bimbo (invece di 195)
Si chiamano Kindergeld (“soldi per bambini”) gli aiuti che il governo federale tedesco elargisce alle famiglie con prole, a prescindere dalle loro entrate reddituali, oltre alla quota degli Elterngeld (“soldi per genitori”, di cui parlero’ in un prossimo post).
Con un quadretto di famiglia felice sulla homepage del sito istituzionale http://www.bundesfinanzministerium.de/ alla voce “cittadine e cittadini” (notare le donne vengono prime degli uomini), e un testo esplicativo, il Bundesregierug lo afferma in maniera netta: le politiche famigliari sono la nostra priorita’.
E in Italia? In Italia spendiamo l'1,3% del Pil in politiche famigliari, ovvero meno di tutti gli altri paesi europei eccetto Spagna e Grecia.
In Italia succede che 9 milioni di coppie con figli (secondo i dati Istat) stanno soffrendo piu’ degli altri nuclei sociali. Non c’e’ da stupirsi che negli ultimi dieci anni si sia registrato un calo del -9% dei nuclei famigliari.
Tutti denunciano l’allarme, nessuno in politica e’ in grado di mettere in atto misure concrete, ragionevoli e dignitose. E cosi’ continuamo a sentirlo dire dai microfoni in tv. Frasi poetiche sulla famiglia e sul bisogno di tutelarla pronunciate dalle personalita’ istituzionali, politiche e religiose del nostro Paese.
Il capo dello Stato Giorgio Napolitano in un messaggio alla Conferenza sulla Famiglia tenutasi a Milano dall’8 al 10 novembre ha ricordato lo stato di crisi economica in cui riversano le famiglie italiane. Il cardinale Bagnasco e piu’ recentemente l’arcivescovo di Milano Tettamanzi chiedeno al governo “risposte concrete e non solo enunciazioni sui valori”.
Il sottosegretario con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi lo ha detto alla fine dei lavori sull Conferenza sulla Famiglia: “Servono 15 miliardi per trasformare in realta’ la proposta fiscale su cui abbiamo trovato convergenza: la misura “fattore famiglia”, con una no tax area alla tedesca per le spese di sussistenza dei membri del nucleo. Alcuni hanno definito il piano “una bella letterina di Natale”. Insomma, quanto tempo passera’ adesso prima che questa proposta si concretizzi?
Anche se si promuovesse un fisco amico delle famiglie, non si risolverebbero gli altri problemi connessi. No e’ affatto da sottovalutare il fatto che l’Italia abbia un eccessivo numero di famiglie monoreddito penalizzate da un tasso di occupazione femminile fermo al 46% con squilibri territoriali spaventosi.
Non e’ da sottovalutare che il 76,2% del lavoro famigliare delle coppie e’ ancora a carico delle donne . Le donne di fatto non sono motivate a cercare lavoro fuori casa. Quindi un’eventuale iniezione di fondi non basterebbero a lungo termine per aiutare veramente le persone, occorre che la mamme lavorino!
Malcolm X, il grande attivista americano assassinato disse una volta : “Il futuro appartiene a coloro che lo preparano oggi”.
E allora perche’ non seguire il consiglio di Oscar Giannino che invita a fare testuggine?
Dalle pagine di Tempi il giornalista chiede: “Siete d’accordo a mettere in Costituzione un vincolo al prelievo fiscale su persone e famiglie come funziona in Germania ? Siete d’accordo che l’articolo 53 della Costituzione sulla capacita’ fiscale e’ attualmente violato ai danni delle famiglie e contro il diritto e dovere di assicurare ai figli il massimo di capitale umano e e sociale?
Siete d’accordo che e’ tempo di impugnare davanti ai giudici della Repubblica questa e quest’altra legge fiscale chiedendo alla Corte costituzionale di pronunciarsi in materia?”
Risulta urgente in questo periodo di grande confusione riporre al centro della questione politica quali siano le basi di una società civile. La famiglia è un valore per la società. Ma in Italia le famiglie ricevono dallo stato dalla regione e dai comuni soltanto lettere con oggetto Tasse da pagare. E sono sempre di più i giudizi delle persone che ti guardano quasi con disprezzo e che ti dicono spudoratamente che se hai fatto tanti figli sono affari tuoi. E' triste vivere in una società dove i bambini danno fastidio e dove per educarli si deve andare in giro in mutande, perchè se adesso in Lombardia toglieranno anche il buono scuola, è di questo che stiamo parlando
RispondiEliminaRita Milano, insegnante e mamma di 6 meravigliosi bambini