Suzanne, 47 anni, moglie e mamma di 5 figli scrive:
“Dopo 20 anni di esperienza come freelance nell’editoria, due anni fa ho deciso di tornare nel mondo del full time. Sebbene avessi alle spalle una lunga esperienza, pensavo che la condizione di madre di 5 figli avrebbe eclissato qualsiasi merito professionale e che avrei dovuto cercare un compromesso per raggiungere il mio obiettivo: un lavoro dalle 9 del mattino alle 5 di sera. Se da un lato le vacanze scolastiche dei figli, le loro assenze da scuola per motivi di salute e le varie problematiche famigliari, possono far deragliare una giornata di lavoro full time, dall’altro e’ anche vero che noi mamme, professioniste del multitasking, riusciamo a portare termine lavori in meta’ tempo.
Non siamo affatto estranee a crisi, grandi e piccole. La gestione dello stress e’ per noi una capacita’ conquistata che ci permette di reagire con determinazione. Molte di noi hanno una laurea ma sono a casa per prendersi cura dei figli e cercano di arricchire la testa con attivita’ culturali e volontariato. Accettiamo salari piu’ bassi che probabilmente non meritiamo, considerati i nostri successi negli studi e le nostre potenzialita’.
Ad ogni modo, la mia insicurezza nel ripropormi ha iniziato a svanire quando ho saputo di colleghe che lasciavano il posto di lavoro alle 3 del pomeriggio, o sbrigavano le questioni personali in ufficio, oppure fingevano di sapere cose che in realta’ non avevano capito. A quel punto, mi sono resa conto che la mia integrita’ professionale, di persona onesta, disponibile a lavorare, sarebbe stato un vero asset. Diciotto mesi fa sono stata assunta full time come managing editor per la versione in lingua inglese di una rivista mensile. Siccome la sede di lavoro e’ a New York e io vivo a Washington DC, ho chiesto al mio datore di lavoro di lavorare da casa andando a New York un paio di volte al mese. La richiesta e’ stata esaudita. Adoro potermi organizzare la giornata. Iniziare e finire di lavorare secondo le mie esigenze famigliari . A volte inizio prestissimo al mattino, ma almeno non devo fare la pendolare.
Altre volte mi metto davanti al computer alla sera, dopo aver letto la fiaba della buona notte al mio figlio piu’ piccolo che ha 5 anni. Talvolta lavoro nel weekend per organizzare il programma della settimana successiva. La linea del telefono dell’ufficio e’ stata collegata al mio cellulare. Lo staff della redazione mi chiama in qualsiasi momento. Amo quello che faccio. Questa soluzione ideale mi spinge a prendere il mio lavoro in maniera estremamente seria e gli straordinari non sono piu' un problema. Durante le mie trasferte a New York, (solitamente 2/3 giorni) coltivo intensamente le relazioni con i colleghi e con il mondo newyorkese. Da quando ho iniziato questo lavoro, le vendite della rivista sono aumentate del 20%. E allora non posso non condividere quanto diceva Gilbert Keith Chesterton “La gratitudine e’ la forma piu’ alta di pensiero””.
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