sabato 6 novembre 2010

Quando sei pazza perche' fai tanti figli. La storia di Sandra, abbandonata dal datore di lavoro

“Carissmi, e’ nato Paolo. Sto bene. Pesa 4, 140 kili. E’ stupendo. Un forte abbraccio”.
Sandra, 37 anni, e’ diventata mamma per la quarta volta.
Vive con i figlioletti e suo marito in una sobria villetta monofamiliare alle porte di Milano.
L’ho incontrata per la prima volta un paio di settimane fa, quando ancora era in dolce attesa. Aveva lo sguardo sereno e al tempo stesso divertito, quello di una donna che ama fare la mamma a tempo pieno.
“Quattro bambini? Ma sei pazza? Spero che non saranno un peso per la societa’, con i tempi che corrono..” le ha detto una volta un signore anziano, un vicino di casa.
“Io sono rimasta sconvolta” racconta Sandra. “Caso mai sara’ lui un peso per la societa’”.
In Italia, avere tanti figli, sembra essere per molte persone una vera e propria sfortuna. “La generazione dei nostri genitori e’ stata sempre abituata a non aspettarsi troppo dalla vita” commenta Sandra. Si pensava che fosse importante risparmiare, essere prudenti, non osare troppo, in pratica non fare troppi figli.
“Ma se potessi tornare indietro, io non cambierei una virgola della mia vita, rifarei tutto. I miei bimbi sono una ricchezza” commenta Sandra con gli occhi luminosi.
“L’unica cosa e’ che vorrei tornare a lavorare, abbiamo bisogno di maggiori entrate in famiglia”.
Dopo aver ricevuto una laurea in filosofia, Sandra intraprende una carriera nelle pubbliche relazioni. “Ero una grande lavoratrice, un vera galoppina" sorride. Quando era sotto pressione per una sfilata doveva lavorare fino a tardi senza straordinari pagati.
Un giorno la sua vita cambia direzione. Decide di sposarsi e poco tempo dopo rimane incinta.
Sandra non se la sente di rimanere a casa. La sua ottima salute le consente di lavorare per l’intero periodo di gravidanza. “Ricordo bene quando pochi giorni prima del parto andavo ancora a lavorare, avevo un enorme pancione. Spesso i colleghi mi chiedevano stupiti perche’ fossi ancora li’”.
Nasce il primogenito e Sandra rimane a casa in maternita’ per quattro mesi senza retribuzione.
Nel frattempo, la societa’ per cui lavorava, viene acquisita da un grande gruppo. La direzione decide di regolarizzare i dipendenti con assunzioni a tempo indeterminato.
A Sandra viene offerto un lavoro full time, a patto che sia sempre presente al lavoro e che garantisca totale disponibilita’ a lavorare fino a tardi sotto evento.
“Avevo un figlio neonato di soli 4 mesi. Chiesi il part-time o almeno la possibilita’ di lavorare da casa”. Nulla. Sandra perde il lavoro.
Al suo posto assumono una ragazza single senza esperienza. Poco importa se Sandra fosse oramai un asset fondamentale per la societa’.
Sandra fa ora la mamma a tempo pieno. Suo marito ha chiesto una promozione al lavoro e un aumento di stipendio, ma gli hanno risposto che e’ pazzo ad aver fatto un altro figlio, che avrebbe dovuto pensarci prima.
Che paradosso, un paese cattolico come l’Italia che favorisce lo sviluppo di una mentalita’ anti procreazionista dove la famiglia conta meno dei single.
E poi, mi chiedo, siamo veramente sicuri che una mamma lavora e produce di meno di un single?
La produttivita’ puo’ essere misurata soltanto in base alla quantita’ di ore trascorse in un ufficio?
Se mettiamo a confronto una coppia di genitori con una persona senza partner ne’ figli, che tendenzialmente deve mantenere soltanto se stesso, la coppia, idealmente, ha un piu’ forte senso di responsabilita’ in quanto deve mantenere un’intera famiglia. Un padre, in quanto tale, e’ maggiormente predisposto a lavorare seriamente e a preoccuparsi di fare carriera, insomma di crescere professionalmente. Con tutto rispetto dei single e per coloro che utilizzano Facebook (io per prima), ma un padre/o madre di famiglia non puo’ permettersi di perdere tanto tempo chattando in ufficio durante le ore morte.

2 commenti:

  1. Grazie per questo spazio!
    Credo che storie come queste vadano portate alla luce, perchè sono certa che l'unione fa la forza, come dice Chesterton 1 più 1 non fa 2 ma 2000 volte uno. Cara Sandra io ho 6 figli e sono con te!
    Rita, Milano

    RispondiElimina
  2. Non la si prenda male, ma una donna con4 figli rischia di mancare spesso al lavoro, grazie al cavolo che non viene assunta. Siamo realistici: non si può volere il quarto figlio e poi dire "voglio lavorare alla famiglia servono più entrate". Eh. Allora non facevi il quarto sei soldi non bastano. Qui non si tratta di penalizzare una famiglia ma di saper contare.

    RispondiElimina