venerdì 6 gennaio 2012

NOI, I NOSTRI FIGLI, E LE COCCOLE CHE NON RICORDERANNO

Mi capita spesso di alzarmi prima della poppata mattutina di Leonardo per fare colazione. Ho sempre una fame atavica. Lui, sdraiato al mio fianco, sembra voglia continuare a dormire. Ha gli occhi chiusi, la bocchetta compiaciuta per la tanta nanna, ma dopo qualche minuto, quando non sente piu' la mia presenza, accenna un risveglio. Sembra che mi voglia seguire in cucina. Si gira e si rigira, si stiracchia, spalanca gli occhi, incuriositi. "Buongiorno Leonardo" gli sussurro. Lui mi guarda e subito mi sorride. Che felicita'! Ogni volta non vedo l'ora che si svegli per ripetere la nostra routine: uno scambio di sguardi innamorati.

L'altro giorno pensavo al fatto che Leonardo da grande non potra' ricordarsi di questi momenti: e' impossibile, ha solo 4 mesi. Pensavo a come una mamma e' portata per natura a dare gratuitamente, a donare se stessa incondizionatamente, senza aspettarsi nulla in cambio. Pensavo che essere mamma ti da una grande spinta d'amore verso tutto.

Pensavo che, sebbene poco riconosciute, siamo proprio noi le principali responsabili delle generazioni future. Con il nostro affetto e la nostra intelligenza formiamo gli uomini e le donne del domani.

E allora, ripensando ai parlamentari che si oppongono ai tagli agli stipendi mi chiedo: cosa e' loro rimasto degli insegnamenti materni?

1 commento:

  1. Cuore e intelligenza, è questo quello di cui abbiamo bisogno e che l'affetto materno comunica! 
    ma c'è la libertà di aderire e, purtroppo, il rischio della dimenticanza. 

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