Lo
incontravo quasi tutti i giorni. Prendevo la metro in direzione Downtown e
cambiavo a Times Square. Li', nei sottopassaggi della metropolitana, mentre
camminavo per andare a prendere la linea rossa incontravo un tizio che suonava
musica rock, stile Bruce Springsteen anni '80.
La sua
musica mi dava una carica incredibile. I miei passi andavano al ritmo della sua
batteria e piu' camminavo, piu' mi veniva voglia di vivere.
Dicono
sia il potere della musica.
Cosi'
forte l'ho rivisto su mio figlio Leonardo l'altro giorno, quando mettendo il cd
di John Cougar Mellencamp (uno Springsteen americano meno popolare ma piu'
populista, nel senso positivo del termine) ha iniziato a tenere il tempo con la
gambina e a scuotere la testa. Poi, dopo un po', si e' messo a giocare da solo
con fare disinvolto, perfettamente a suo agio.
E io che
pensavo di fare la brava mamma comperandogli il cd dello Zecchino D'Oro. Non ce
n'e' bisogno. Grazie a Mellencamp Leonardo diventa particolarmente di buon
umore, non ha bisogno di sentire il coro dell'Antoniano (evviva!) e la sua
mamma non si annoia.
Anche gli
Wilco hanno un ascendente tutto speciale su Leonardo e ora, evidentemente,
anche su Amalia. Capita ad esempio di essere in macchina con i bimbi e di non
saper cosa fare per renderli dei calmi e composti viaggiatori. Un giorno mi e'
venuto incontro Jeff Tweedy, il cantante degli Wilco, un gruppo di Chicago, che
con la sua voce e le sue canzoni li ha praticamente ipnotizzati. Mamme, papa',
fate una prova: mettete su "You and I" degli Wilco e vedete cosa
succede.
I miei figli diventano degli angeli.
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