martedì 22 ottobre 2013

MARTESANA A TUTTA BIRRA E... LATTINE


Sono sempre preoccupata che i miei figli respirino aria pulita, che possano correre e giocare in un'immensa distesa verdeggiante, dove la Natura è viva, con uccellini che cinguettano e fiorellini da tutte le parti, dove si passeggia senza contare i mozziconi di sigarette, e senza dover schivare la pattumiera di resti di cibo e bevande lasciati dal barbone di turno (i veri barboni sono più signori di questi), dove i muri sono pieni di graffiti  artistici come quelli del Queens, New York, e dove il Banksy del momento mi sorprenda con il suo ultimo capolavoro di street art. E invece signori e signore, Welcome to Martesana.
Se rientrate nella categoria di quelli che fanno jogging assiduamente lungo il Naviglio Piccolo, o che passeggiano con il cane, o vanno in bicicletta, sapete di cosa sto parlando.
Altrimenti ve lo spiego io: io e i miei figli passeggiamo tutte le mattine in questo quartiere di magnifico degrado che parte dall'imbocco di Melchiorre Gioia, dove in mezzo alle simpatiche paperelle nuota un po' di tutto: dalla scarpa rotta, abbandonata al suo destino, alle bottiglie di plastica, ai materassi e via dicendo. Immaginatevi qualsiasi cosa scartata da qualcuno e avrete un'altissima probabilità di avvistarla sul Naviglio Martesana. Da non trascurare poi la presenza a poca distanza, dall'altra parte della strada, in via Tarvisio, di un edificio completamente abbandonato, anzi no, completamente abitato abusivamente, da dove esce ed entra gente con volto sospetto, a tutte le ore del giorno della notte. Vi chiederete cosa vado a farci in un posto del genere con due bambini, lungo un Naviglio popolato da topi, dove il degrado mi lascia inorridita tutte le volte che mi impegno per far finta di niente.
E' che mio figlio adora i treni e lungo la Martesana ci si imbatte in diversi ponti sopra i quali passano treni di tutte le tipologie: dal locale al Freccia Rossa, dal treno con le cuccette per la notte, a quello che trasporta merci. E Leonardo si esalta tutte le volte che ne vede passare uno. Così passiamo un paio di ore tutte le mattine sotto i ponti, per ammirare lo spettacolo del via vai. A volte abbiamo anche la fortuna di beccare un macchinista che ci saluta e allora l'emozione di mio figlio è ancora più grande. "Mamma!! tleno".
Non me lo sarei mai immaginato. Un posto così maltrattato diventa l'attrazione di un'intera giornata per un bambino di 2 anni, che quando torna a casa si fionda per terra a montare la pista del trenino Ikea e mi chiede di accendere il dvd di Thomas & i suoi amici.
Seppur la giornata trascorra dimenticando gli istanti di sconcerto, non me la faccio comunque andare bene questa zozzura (il far rispettare la cosa pubblica con leggi più severe, dovrebbe essere tra le priorità di qualsiasi governo locale e nazionale, e su questo punto avrei da fare delle domandine al nostro sindaco).
Certo, l'entusiasmo di Leonardo per i treni, mi ha fatto apprezzare l'altro giorno un raggio di sole che splendeva sopra i ponti. Mi sono immaginata un Naviglio nuovo, pulito, vivace, valorizzato. Se fosse nato in un altro Paese avrebbe ricevuto senz'altro più attenzioni.

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