mercoledì 26 ottobre 2011

A TU PER TU CON UNO SCONOSCIUTO

Lo scorso 4 ottobre sono stata invitata ad intervenire all'incontro "L'allattamento, un modo di dirsi ti voglio bene" organizzato dalla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Bicocca.
Ho accettato con piacere l'invito a raccontare la mia esperienza di allattamento, ma poi mi sono detta: "Cosa dico e da dove inizio?".
Ero un pò combattuta perché proprio in quei giorni Leonardo mi stava mettendo a dura prova con poppate eterne e dolorose. Non riuscivo insomma a cogliere la magia di questa esperienza umana.

Cosa significa allattare? E' soprattutto una gioia o una fatica?
(Penso che al di là di tutto, dovremmo essere oneste con noi stesse, e dire senza vergogna e sensi di colpa cosa predomina in noi in alcuni momenti della nostra giornata, non credete, mamme? Vi è mai capitato, ad esempio, di sentirvi una "mucca da latte?").

Per me allattare significa osservare, scrutare da vicino la personalità di Leonardo, i suoi tratti caratteriali.
Sono veramente buffe le sue espressioni facciali mentre è concentrato nell'attività di suzione e dopo aver terminato "l'opera". Sorride sempre, ad occhi chiusi, una volta finita la poppata, come a dire "che bella mangiata". E' decisamente un buongustaio.
Il suo odore, il suo faccino, le manine con le unghiette da limare, i suoi piedini lunghi e magri, tutto di lui concorre a farmi innamorare sempre più.

Ci vogliono tante energie per allattare, specialmente quando la cadenza è ogni due ore, sia di giorno che di notte.
Una cosa di cui ero un pò spaventata all'inizio era quella di dover allattare in pubblico, in giro per la città senza trovare strutture accoglienti pensate per mamme che allattano e che devono cambiare il pannolino al bimbo.
Milano non è a misura di bimbo e nemmeno di mamma/gestante! Probabilmente non lo sarà mai, considerando il basso tasso di natalità, e molti altri fattori... .

Appurato questo dato di fatto, se inizialmente rimanevo "segregata" in casa ad allattare, deprimendomi un pò perché mi sentivo tagliata fuori dall'ambito professionale e dai rapporti sociali, dopo un pò ho capito che era tempo di uscire e di affrontare questa condizione difficile, senza esitazioni.

Ora allatto ovunque mi trovi con disinvoltura!

Penso che allattare sia un modo per dire al proprio bambino "Ci sono, sono qua per te, puntualmente. La tua mamma non ti dimenticherà mai".

lunedì 24 ottobre 2011

UN GIORNO PER CASO

Da quando è arrivato Leonardo rincorro il tempo. A parte le notti bianche che ogni tanto ritornano nere, nel senso che riesco a dormire, la mia giornata scorre a ritmo di poppate, cacche e coccole. Negli intermezzi scrivo, mentre Leonardo dorme sulla comoda ciambella ovattata avvinghiata intorno al mio basso vita.
Capita che quando penso di aver preso il giusto ritmo, quando tutto questo indaffararsi prende la forma di una routine assodata, arriva il fatto inaspettato, straordinariamente bello.

Ricordo il dolore durante il travaglio che arrivava come un'onda da lontano. Al suo avvicinarsi mi preparavo a saltarla, come se stessi surfando. Mi sentivo in un'altra dimensione.
Tutte le volte che superavo l'onda, era una piccola vittoria; la potenza delle acque non mi travolgeva. Non ricordo più esattamente la dinamica del dolore che mi assaliva ogni cinque minuti, nè ricordo da dove partiva. So solo che ogni volta era una sfida da affrontare. Undici ore cosi'.
Avrei potuto piangere, urlare, maledire qualcosa o qualcuno. In qualche modo hai bisogno di esternare il tormento. Pensi di rimanerci secca. Io facevo le vocalizzazioni: "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA". Dopo 20 secondi lo "tsunami" passava e mi addormentavo per cinque minuti.

Questa mattina Leonardo mi ha salutato sorridendo ed emettendo lo stesso identico suono: "AAAAAAAAAAAA". Che strana coincidenza... .

lunedì 17 ottobre 2011

LE NOTTI BIANCHE

Sono entrata ufficialmente nel mondo della notte! Evviva! Non quello fatto di sbronze, discoteche, birra, concerti, incontri con amici, ma quello delle mamme.
Passo le notti ad allattare (ogni due ore) Leonardo. A volte trascorro le ore notturne passeggiando per la stanza mentre lui, con gli occhi sbarrati osserva i quadri appesi ai muri, come un vero intenditore.

Leonardo è nato il 28 agosto. Due giorni prima delle nascita, gli avevo ricordato, dalle pagine di questo blog, che la mamma era pronta ad accoglierlo, anche se la data del termine non era ancora stata superata. Ero pronta, sul serio. Sembrava non ci fosse piu' nessun motivo per aspettare. E lui non si è fatto desiderare. E' nato con 3 settimane di anticipo.

Ho mille ricordi ed emozioni del lungo travaglio e dell'incredibile esperienza del parto. Dovrei scrivere ogni giorno, per non lasciarli scorrere via. Let's try!