Giulio Vigano' e' pediatra e omeopata specializzato in "Cease Therapy" (Complete Elimination of Autistic Spectrum Expression) la terapia elaborata del dottor Tinus Smits che prevede la cura dell'autismo attraverso la medicina omeopatica. Secondo la tesi del dott. Smits il 70% delle cause che generano l'autismo sui bambini sono proprio le vaccinazioni, quelle che la maggior parte di noi mamme non esitiamo a far fare ai nostri piccini fin dai primi mesi di vita, convinte di proteggerli.
Ho intervistato il dott.Vigano' sul tema vaccinazioni e sul ruolo dell'omeopatia rispetto alla medicina tradizionale, dopo aver ricevuto l'ennesima lettera della regione Lombardia in cui mi si invita, in qualita' di genitore, a vaccinare il bimbo fin da subito come gesto di mamma responsabile e attenta alla collettivita'.
Ricordo che dopo il primo ciclo di vaccinazioni, il piccolo Leonardo, di indole tranquilla e serena, mostrava segni di inquietudine e fastidio, quasi fosse stato catturato da un demonio. Sembrava che la sua personalita' fosse cambiata. Quella volta mi spaventai moltissimo, mi sembrava di non riconoscerlo piu'. Il caso recente di ritiro dai mercati europei (ad eccezione dell'Italia, chissa' come mai) del vaccino esavalente Infarix Hexa per "rischio contaminazione batterica pericolosa" mi ha confermato quanto nel mio cuore di mamma pensavo: che queste iniezioni piu' che proteggere i nostri bimbi rischiano di essere inutili e dannose per la salute.
Dott. Vigano' come spiega il fatto che molti medici rimangono profondamente scettici di fronte all'efficacia delle cure omeopatiche?
"L'omeopatia, innanzitutto, e' una medicina estremamente complicata, anche se oggi, purtroppo, si tende a semplificarla.
La parola deriva dal greco e significa simile alla patologia; nasce nel 700 grazie ad un medico tedesco, il quale scopri' che alcuni medicinali diluiti causavano sintomi simili a quelli della malattia da curare. In pratica il farmaco omeopatico subisce due procedimenti per essere tale: la diluizione e la dinamizzazione (si diluisce la sostanza e le si danno degli scossoni). La grossa critica che viene fatta attualmente all'omeopatia da parte della comunita' scientifica e' che queste diluizioni portano ad una rarefazione del principio attivo dentro il farmaco tale da non poter permettere una reazione farmacologica.
Molto probabilmente l'omeopatia funziona non attraverso la molecola attiva ma su quello che la molecola provoca nella soluzione che si viene a creare.
Ad esempio se sciogli una sostanza nell'acqua, questa portera' una sorta di memoria della molecola. Si tratta di un principio fisico riconosciuto, e' la cosiddetta spettrofotometria.
Attualmente gli studi sull'omeopatia per dimostrarne l'efficacia sono ancora in fase iniziale. Non e' facile farli da un punto di vista di semplice casistica, poiche' non vengono commissionati da ospedali o da grosse societa', bensi' sono i singoli medici che li eseguono. Iniziano ad esserci dei lavori seri, fatti appunto da medici, in particolare sull'uso dell'omeopatia in caso di diarrea. Per quanto riguarda l'utilizzo dell'omeopatia nelle cure di patologie tumorali gli studi sono ancora pochi. Io stesso non consiglierei solo l'omeopatia in caso di cancro, pur avendo esperienze positive di conoscenti in questo senso".
Quale medicina prediligere per il benessere del proprio bambino?
"Io non vedo assolutamente le due medicine in contrapposizione. L'ideale sarebbe integrare tutti i tipi di medicine: fitoterapia, omeopatia e medicina tradizionale. Ad esempio, le faringiti e tonsilliti se sono causate da streptococco (un buon pediatra, se vede le tonsille gonfie dovrebbe fare al bimbo il tampone), sono da curare con l'antibiotico, poiché' tantissimi studi dimostrano che lo streptococco puo' apparentemente scomparire ma persistere dentro l'organismo rovinando altri organi, causando talvolta problemi cardiaci. Mentre su una tonsillite non causata da streptococco, l'omeopatia e' la soluzione ottimale. Anche la polmonite si puo' benissimo curare con l'omeopatia.
Il problema del medico e' di far star bene il paziente e di curarlo, deve essere cioe' in grado di scegliere la terapia piu' adatta per lui. Tuttavia, ritengo che molte problematiche attuali siano proprio legate all'eccessivo uso di antibiotici e di vaccinazioni".
E perche' secondo lei si fa uso eccessivo di medicinali?
"Se prescrivi al paziente un antibiotico, per una settimana non lo senti piu', se gli prescrivi un prodotto omeopatico lo devi risentire ogni giorno. E' un impegno anche dal punto di vista telefonico. Anche da parte dei genitori e' spesso un problema di mancanza di tempo. Se devi andare a lavorare vuoi che tuo figlio guarisca il prima possibile, mentre con le terapie omeopatiche ci vuole molta piu' pazienza.
L'omeopatia pero' ti rinforza l'organismo, l'antibiotico agisce in fretta e te lo indebolisce".
Lei denuncia un eccessivo uso di vaccinazioni sui bambini. Cosa consiglia ai genitori dei suoi pazienti?
"E' un tasto abbastanza dolente. Io non consiglio mai di fare o non fare un vaccino perche' penso sia una scelta che va presa dai genitori.
Tuttavia, e' bene ricordare che il vaccino e' un farmaco e come tutti i farmaci ha degli effetti collaterali.
Io ritengo che attualmente le vaccinazioni in uso siano troppe. Se ne fanno 27, tra esavalenti, pneumococciche, meningicocciche, morbillo, parotite rosolia.
Teniamo presente che le malattie problematiche per il nostro mondo attuale, sono le malattie del sistema immunitario, vedi la sclerosi multipla, per non parlare delle malattie neurologiche che potrebbero essere correlate ai vaccini, vedi la sindrome dello spettro autistico. Alcuni studi scientifici internazionali indicano dati statistici epidemiologici preoccupanti in questo senso.
Gli ultimi dati del Cdc di Atlanta (Center for Disease Control & Prevention) ad esempio, parlano di aumento del mille per cento negli ultimi trent'anni del fenomeno della sindrome dello spettro autistico. Nessuno capisce le cause di questo eccessivo aumento. E, caso strano, questo aumento esponenziale corrisponde con l'introduzione dei vaccini di massa avvenuta negli ultimi 40 anni.
Ci sono numerosi studi che dimostrano il legame tra vaccino e autismo, il piu' chiamato in causa e' sicuramente il vaccino per il morbillo. Se e' vero che l'autismo e' una malattia che si presenta quando possiedi gia' un substrato genetico favorevole, ci sono comunque dei confattori determinanti, tra i quali l'eccesso di vaccinazioni, o di sostanze tossiche nel vaccino. Gli studi internazionali degli ultimi anni, sebbene non diano certezze sul legame tra vaccino e autismo, stanno sollevando insomma molti dubbi che meritano di essere considerati.
Di certo i vaccini possono diventare delle forti concause. Un altro studio interessante realizzato non da medici omeopatici in America ha messo in luce la correlazione tra epatite B e sclerosi multipla. All'interno dell'esavalente, aihme', figura anche il vaccino per l'epatite B".
Ma un neonato puo' realmente contrarre il virus dell'epatite virale?
"L'epatite B e' una malattia che si prende per via sessuale. Penso quindi che sia realmente improbabile che un bimbo di pochi mesi venga contagiato".
E il vaccino contro lo pneumococco?
"Lo pneumococco ha piu' di 90 ceppi. E' un po' utopico pensare che il vaccino ci possa proteggere da tutte le malattie infettive. Ci protegge contro alcune ma rischia di lasciarci indeboliti nei confronti delle altre.
Stimolandolo troppo il sistema immunitario si rischia di avere degli effetti controproducenti".
Ma allora che fare?
"Consiglio di aspettare a vaccinare il bimbo almeno fino all'anno per permettere alla barriera encefalica di irrobustirsi, di costruirsi in maniera adeguata e al sistema immunitario di rinforzarsi.
Un'altra cosa molto importante e' vaccinare il bimbo quando e' completamente sano. Perche' se ha un problema nel sistema immunitario e' inutile aggiungercene altri.
Il sistema immunitario e' una macchina molto complessa di cui capiamo ancora ben poco. Stimolarlo selvaggiamente rischia di produrre effetti controproducenti. I vaccini di massa non hanno piu' senso nella nostra epoca. Bisognerebbe piuttosto vaccinare tenendo conto della salute del singolo bambino e della sua predisposizione o meno a certe malattie".
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